L’edificio ottocentesco della Madonna della Pietà

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La cappella originaria, di epoca normanna, era denominata col titolo di Santa Maria della Rocca. Nel corso del Seicento troviamo le prime tracce del titolo della Pietà, nome che venne definitivamente assegnata negli anni ’50 del Settecento. Nel 1758, infatti, i Confratelli della Confraternita di S. Filippo Neri ottennero dal Capitolo di S. Pietro la Chiesa di Santa Maria della Rocca seu Pietà.
 
L’attuale edificio sacro, invece, è da ritenersi costruito dalla Confraternita e dal Magn. D. Lorenzo Pizzuti a partire dal 1827, quando fu stipulato l’atto di convenzione tra le parti. Il Pizzuti si impegnava ad innalzare le mura perimetrali e a voltare la copertura completandola con il tetto e apponendo la porta nel vano già predisposto, secondo il progetto voluto dalla Confraternita. Da questo si suppone che le fondazioni per le pareti e le spese per il progetto erano già state pagate dal sodalizio, il quale si impegnava a finirla internamente. Tra le condizioni dell’atto era stabilito che la vecchia chiesetta, posta all’interno del recinto murario, doveva essere demolita ad opera conclusa onde consentire la continuità e la funzionalità dell’oratorio.
 
Documento
“24 maggio 1827 in casale Rovella
Si costituiscono in Nostra presenza il Sign. D. Lorenzo Pizzuti del Fu Sabato. E il Sign. D. Michele Curci del fu Sign. Nicola, Dottore in Medicina e il Rev. D. Donatantonio Budetta, del fu D. Agostino, Sacerdote e Canonico, rappresentanti rispettivamente Priore della Confraternita di S. Filippo Neri, sotto la potestà della Vergine Addolorata, e Procuratore del Rev. Capitolo di S. Pietro.
Le parti hanno esposto che mosso il Sign. Pizzuti da attaccamento verso la Santa Religione, e da spirito di devozione ha risoluto, è vuole a di Lui spese compiere l’Oratorio della Madonna della Pietà, posto tra la i Monasteri dei Padri Cappuccini e Riformati di questo Stato di Montecorvino, principiato detto fabbricato da tempo remoto, e come detta Chiesa appartenga a detta Confraternita e Capitolo, i quali non hanno avuto mezzi per il passato e per il presente poter proseguire il Sacro Edificio, come stabilito dai loro Antecessori, per comodo di celebrazione, nonché per il bene spirituale dei fedeli, stipulando i detti articoli e convezioni.
Resta autorizzato detto Sign. D. Lorenzo nello spazio di anni sei di compiere di rustico l’incominciata Chiesa della Santissima Vergine Addolorata o sia Pietà a totale sue spese, senza cambiare o restringere il disegno, e l’attuale pianta, in proseguire l’innalzamento della fabbrica e coprirla a volta di lamia rada, ed ivi sopra con armaggio di legno e tetto, il tutto a regola d’arte, e quindi costruirvi la porta di legno per quanto è il vano, ed presentemente la sua grandezza, con corrispondenti ferramenti e serrature a due chiavi, da consegnarsi a detta Confraternita e Capitolo.
L’Antica Chiesetta nel recinto dell’attuale fabbricato debba essere demolita dopo costruita la nuova chiesa à spese della detta Congregazione cui spettano i materiali.
Deliberazione della Confraternita del 17 settembre 1826:
Che esso Sign. D. Lorenzo Pizzuti si obbliga di terminare a regola d’arte l’innalzamento delle mura del sudetto Oratorio e Sagrestia, giusto la pianta esistente, voltarvi la pianta e coprirla con armaggio e tetti, e similmente sistemarvi la porta di ingresso ferrarata secondo attualmente esiste, e così di solo rustico interno ed così rimanerlo.
Conclusione Capitolare del Capitolo di S. Pietro del 16 gennaio 1827:
Finalmente che l’attuale Chiesetta deve essere messa, senza compire la grande, quale compita si potrà fabbricarsi, e i materiali siano della Congregazione”.
A.S.S., Notaio G.A. Sorrentino, N.V. B. 3388
 

fonte: montecorvinostoria.it

 

chiesa della pierà